Note di regia
Il film “Come Romeo e Giulietta” nasce come sviluppo di un piccolo progetto indipendente, un documentario breve dal titolo
“Normale #lavita”.
La sfida del progetto è declinare l’amore e la malattia come le nuove frontiere di un rapporto affettivo, così come nel 1500 le
differenze di casta
impedivano i rapporti tra due famiglie differenti come narrato nel celebre romanzo di William Shakespeare “Romeo e Giulietta”.
“Come Romeo e Giulietta” nasce da questo semplice presupposto, da questa domanda che molto spesso viene in mente anche
ai più giovani: sarebbe possibile ambientare una tragedia del Bardo ai giorni nostri? Nell’Italia di oggi? Sarebbe ancora attuale?
Un modo per poter avvicinare il romanzo, sempre attuale, alle nuove generazioni e al 21 secondo, un remake fuori dagli schemi,
romantico e semplice, emozionante e stupefacente.
L’arduo compito di scrivere e raccontare la storia viene affidata a Claudia, una giovane studentessa universitaria che deve
spingersi a mettere in atto la sua idea, far emozionare, stupire, lasciare senza fiato. E tra mille difficoltà, mancanza di originalità
si rende conto che l’idea più brillante che
potesse avere è lì proprio sotto i suoi occhi, la straordinaria storia d’amore di sua sorella Federica, giovane ragazza affetta da
una patologia rara e drammaticamente grave, l’Atrofia muscolare spinale di tipo III. Fino a pochi anni fa la malattia prevedeva la
morte dell’affetto dopo il secondo anno di vita, oggi lo imprigiona su una sedia a rotelle senza permettere il minimo movimento
della maggior parte dei muscoli del corpo.
Federica vive costantemente monitorata ed assistita, respira con un polmone artificiale e per comunicare, si affida al movimento
delle sue pupille attraverso l’ausilio di uno speciale computer. Federica nonostante tutto è viva, libera. Federica è felice, allegra,
una persona interessante, diversa solo nell’aspetto ma speciale nel suo modo di approcciarsi alla vita.
Conoscendola di persona, Federica, mi ha cambiato: ha cambiato la mia idea di vita, la mia idea di amore, di felicità.
Ho immaginato che fosse importante portare sul grande schermo questa storia, forte, importante, sociale tanto da poter
cambiare le persone, come ha fatto con me.
L’idea di film che ho immaginato riprende fedelmente quella che è l’idea di vita di Federica che contrasta con la sua oggettiva
condizione fisica o meglio l’idea comune della sua possibilità e qualità di vivere.